Tour della Sicilia Orientale: cosa, dove, come

21167703_1891149371136164_1223294245508455979_oSì, dovevo scrivere questo blog post circa 7 mesi fa e sì, non l’ho fatto prima perché semplicemente non mi andava di farlo.

Ma ora sono qui, sicché…!

15 Giugno.
Un caldo maledetto.
Zanzare.
Scadenze in ufficio.
Il collega che non vuole l’aria condizionata.
Ma soprattutto, ancora 50 giorni c.a. alle ferie.

Esistono 2 tipi di persone: quelli che organizzano la vacanza estiva con un anno di anticipo e quelli come me che sono un incrocio tra un bradipo e Flavia Vento, in ritardo da una vita.

Se fai parte della prima specie, prendi appunti per l’anno prossimo; per te che invece mi fai sentire meno sola nella mia totale incapacità di programmare e stai cercando un’idea per l’estate 2018, ecco le dritte per un mini tour della Sicilia Orientale.

L’estate scorsa, con Ric, abbiamo deciso di esplorare la mia terra.

E’ andata più o meno così:
L. – Mi amor, che facciamo quest’estate?
R. – Potremmo fare un tour della Sicilia!
L. – Perché no, del resto non l’ho mai vista…
R. – Ok, fallo.

F.A.L.L.O.
Io? A me? A me che a momenti non so come si scrive “geografia”?
Vi risparmio i commenti.
E insomma Mac alla mano ho googlato “Sicilia Orientale” , scoperto quale fosse (non lo sapevo ok? Ok??? ok?????) e buttato giù un tour che #ingiroperilmondoannatecevoi!

IL TOUR

1ª TAPPA – Siracusa

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Inutile addentrarmi nella narrazione della storia di ogni città: non sono una guida turistica, lonely planet non mi sponsorizza e l’unica cosa che saprei dirvi al riguardo è che in Sicilia cresceva la barbabietola da zucchero.

Partiamo subito con le dritte pratiche.

Dove dormire
Qui abbiamo optato per una stanza al B&B Cherry Vegan che, naturalmente, aveva solo una delle due B. Nulla di pretenzioso: camera spaziosa, bagno a nostra disposizione con uno stendi biancheria e tutte le materie prime base a disposizione.

Sì, c’era il wi-fi.
Sì, c’erano lenzuola e asciugamani.
Sì, c’era l’asciugacapelli
No, non c’era la colazione.
No, non c’era un balconcino (almeno non nella nostra stanza)

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Quali spiagge?

Giorno 1: Spiaggia Fontane Bianche.

Dista 20 minuti circa – forse anche meno – da Siracusa.

PRO:

  • Mare pazzesco
  • Acqua calda
  • Presenza di lidi attrezzati
  • Ristorante sul mare

CONTRO:

  • Naturalmente molto affollato
  • La macchia nera che vedete sono alghe secche, ma sono presenti solo per i primi 2 metri

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Giorno 2: Spiaggia Punta Castelluccio 

Sempre 20/30 minuti circa da Siracusa.
Paesaggio incontaminato con mare incredibile.

 
PRO:

  • Mare pazzesco
  • Acqua calda
  • In pochi conoscono questa spiaggia

CONTRO:

  • La spiaggia non è attrezzata, quindi portatevi cibo e acqua
  • La spiaggia viene condivisa con un grande hotel***** [per me non è un “contro” ma mi sembrava giusto avvisarvi]

 

Giorno 2 – pranzo/pomeriggio: Spiaggia Arenella

Non eravamo preparati alla mancanza di cibo e acqua, così da Punta Castelluccio ci siamo spostati qui.
A nostro parere, il mare più bello visto intorno a Siracusa.
Sì, c’è la spiaggia attrezzata, ma io vi consiglio caldamente di sistemarvi o al Lido Arenella – una palafitta sul mare – o nella caletta immediatamente accanto.
Sono scogli, sì, ma non ve ne pentirete affatto.

Cosa vedere?
Ortigia. Tutta.
Perdetevi tra le sue stradine senza tempo, andate a prendere un gelato al Duomo, arrivate fino alla punta più estrema dell’isola.

Camminate col naso all’insù.

Se siete coraggiosi e volete sfidare il caldo, poi, c’è sempre da vedere il teatro antico.
Noi non siamo andati per 2 motivi:
– Il Teatro è molto più suggestivo durante la stagione teatrale, con la tragedia greca di turno in atto
– Mi sono fatta 13 anni di gite scolastiche per vedere la suddetta tragedia, arrivando sul posto alle ore 15.00 di un asfissiante giorno qualsiasi di giugno senza un apparente motivo, dal momento che lo spettacolo iniziava alle 19.30.
Ergo, ODIO IL TEATRO DI SIRACUSA.

Siracusa è circondata di riserve naturali, una di queste è Cavagrande del Cassibile [il sito internet fa cagare – vi avviso – ma il posto è pazzesco].
Anche qui non posso allegarvi una foto per due motivi:
– Semplicemente non l’abbiamo fatta
– Per farla avremmo dovuto percorrere una strada in discesa [e conseguentemente in salita] per 50 minuti c.a., e anche volendolo fare noi siamo arrivati all’ingresso in infradito, provocando nei presenti un momento di sdegno collettivo.

Se sei uno sportivo e ti sei allenato per vertical run di Milano accomodati pure.
Se non sei sportivo, fumi, ma ti senti ugualmente figo e vuoi farlo, quando al ritorno toccherai l’ultimo gradino immagina l’espressione del “te l’avevo detto” sul mio volto.

Belle le spiagge, bello tutto. Ma quando se magna?
Se magna, se magna. Figurarsi se con me e Riccardo non se magna!
Non mi sento di dirvi dove andare, ma posso certamente fare terrorismo psicologico.

DOVE NON POTETE NON ANDARE:

In ordine fotografico:
A Putia delle cose Buone – Nel cuore di Ortigia.
Un posto meraviglioso che pullula di colori e sapori di Sicilia.
Da provare senza ombra di dubbio il pane cunzatu.
Ampia varietà di vini molto buoni.

É sempre pieno, non accettano prenotazioni e troverete sempre immancabilmente un po’ di fila. Ma non fatevi scoraggiare da questo: ne vale davvero la pena.

Locanda Maniace – Nella punta più estrema di Ortigia.
Un ristorante caratteristico e appartato, lontano dalla folla delle viuzze.
Da provare senza dubbio alcuno le cozze con il gonrgonzola. Non storcere il naso, fidai cristo!
>accetta prenotazioni su thefork<

Archè – Vicino al palazzo delle poste, diventato adesso Ortea Palace Luxury Hotel.
Vi avviso: da fuori non gli dareste una lira… e neanche dentro in realtà.
Non fatevi ingannare dalle apparenze, si mangia da paura!
Da provare obbligatoriamente gli spaghetti con le vongole e granella di pistacchio di Bronte ma soprattutto il cannolo scomposto con cialda al pistacchio di Bronte.

Sono siciliana. È il miglior cannolo mai mangiato in vita mia.

2ª TAPPA – Pachino/Marzamemi

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Doveroso premettere che durante la strada per Pachino – dove abbiamo dormito – abbiamo avuto il tempo di:

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Passare per Noto [c.f.r. barbabietole da zucchero].
Fatelo, è davvero bellissima [Patrimonio dell’umanità Unesco. Così, per dire.] e bastano 30 minuti.

Fermarci alla Riserva di Vendicari – spiaggia Eloro [la più semplice da raggiungere].
Di questa non vi allego foto, perché quel giorno c’era un po’ di vento e non abbiamo potuto ammirare le sue vere bellezze.

Ma torniamo a noi.

Dove dormire
Qui ho commesso un errore. Invece di dormire a Marzamemi, ho prenotato un B&B a Pachino.
Pachinesi, Pachistiani, Pachistanesi, Pachensi, non me ne vogliate… ma Pachino fa cagare.

Sì, è comoda per raggiungere Marzamemi, ma tanto valeva dormire direttamente lì.
Mea culpa.

Peraltro ho prenotato un posto che da airbnb sembrava fighissimo ma con tutta sincerità lo era solo per la terrazza.
La stanza era molto scarna ma vabbé, dovevamo solo dormire.
Altro posto che si spiaccia per un B&B – Casa Adriana B&B – ma che delle due ha solo il “bed” [la colazione si poteva fare al baretto in piazza con un voucher dato dalla proprietaria].
E cosa peggiore, non c’era aria condizionata.
Il 9 agosto. A Pachino. Senza aria condizionata.
Da stare male.

Per dovere di cronaca, comunque, sono andata a controllare proprio or ora, e sembra che nulla sia cambiato. Si continua a leggere “Lo stile dell’arredamento è volutamente essenziale ed ecologico con areazione con pale a soffitto”, che tradotto significa: non voglio spendere soldi in più in bolletta per colpa dell’aria condizionata.

Ah, comunque terrazza da paura.
Io non lo consiglio, poi fate vobis.

Quali Spiagge?
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Giorno 1: Isola delle CorrentiPorto Paolo di Capopassero

Curiosità:

È collegata alla terraferma tramite un braccio artificiale, distrutto varie volte dalle onde del mare. Quando la bassa marea trasforma l’isola in una penisola, essa rappresenta l’estremo meridionale dell’isola siciliana, geograficamente più a sud di Tunisi e più a nord di Hammamet.

Sull’isoletta si erge un faro, dove decenni fa alloggiava il farista con la sua famiglia, di forma rettangolare, con davanti un ampio piazzale.

Sull’isolotto abbondano piantine di porro selvatico, capperi e altri arbusti tipici della macchia mediterranea.

Per la sua posizione rappresenta una sorta di confine ideale tra lo Ionio e il Mar Mediterraneo. Le correnti che si generano dall’incontrarsi di questi due mari, danno vita a increspature e colori in continua evoluzione… da qui deriva il nome “Isola delle Correnti”.

Detto ciò, secondo me si coltivavano bene anche le barbabietole da zucchero.
Il mare è da paura, l’isoletta molto suggestiva.

Quando c’è molto vento, naturalmente, perde in fascino, ma anche qui ne vale la pena.
Se percorrendo la strada verso l’isola vi ritrovate in una strada sterrata, proseguite.
È quella giusta.
Ci sono spiagge attrezzate.

Giorno 2: Spiaggia di Carratois
Vicino Porto Palo di Capopassero.
Non segue foto perché – come sopra – tirava molto vento e io sono pignola con le foto, se non trovo inquadratura e colori non scatto.
Quel che ricordo, però, è che siamo stati al Lido Playa Carratois, famoso per il suo ristorante e per il mojto da sorseggiare al tramonto ascoltando buona musica.

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Cosa vedere?
Marzamemi, Marzamemi, Marzamemi.

Dalla Tonnara – dove peraltro si dorme anche – alla storica piazzetta [abbiate pazienza per la foto cliché, ma si prestava!].

Colori che a spiegarlo a parole non si può capire.

 

Belle le spiagge, bello tutto. Ma quando se magna?
Aridaje, se magna se magna!

Dove? Senza ombra di dubbio alcuno da Liccamuciula.
Si fa l’aperitivo, ogni tanto c’è della musica dal vivo, si mangia molto bene.
Anche qui spazio alla fantasia per i colori e la stravaganza del Boutique Book Bar!

Il mio paradiso ideale.

3ª TAPPA – Agrigento

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Vi avviso: una vita per arrivarci.
Lavori in corso, deviazioni, paesaggi acri.
Due orette e mezzo buone di macchina, ma alla fine ve lo giuro… si arriva.

Dove dormire
Sicuramente la location migliore di tutto il viaggio, il B&B Marchese Sala.

Le B, qui, ci sono tutte e due…e anche buone!
Piccolo hotel molto carino, nel centro storico di Agrigento.
Il proprietario di cui, mi perdoni, mi sfugge il nome è molto simpatico e disponibile.
Camere dallo stile particolare e accogliente.
Buona colazione servita al piano superiore, con prodotti freschi.

E sì, c’è l’aria condizionata!

Se volete prenotare qui e dovesse risultare tutto pieno, chiamate comunque il proprietario che ha diversi b&b… un posto lo troverete certamente!

Quali Spiagge?
Ve lo devo anche dire?
Vabbè, procediamo come per le altre tappe.

Giorno 1: Spiaggia di Torre Salsa
Arrivarci è un po’ lunga e tortuosa. Trattasi di Riserva Naturale, il che tradotto vuol dire:
– Non ci sono né cibo né acqua
– Ad un certo punto inizierete a salire, salire, salire con la macchina e il mare vi sembrerà solo un puntino lontano
– Praticamente non esiste ombra

Comunque suggestiva, ne vale la pena.

Giorno 2: Scala dei Turchi
Curiosità:

La Scala dei Turchi è una parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. È diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti dallo scrittore empedoclino Andrea Camilleri.

Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, genti arabe e, per convenzione, turche; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti e rappresentante un più sicuro approdo.

E se ve lo state chiedendo sì, pare che qui crescessero le barbabietole da zucchero.

√ No, non ci sono lidi attrezzati
√ Sì, è meglio andare la mattina presto perché c’è tanta gente

Per arrivare e beccare la discesa giusta, inserite nel navigatore Lido Scala dei Turchi, è da lì che si scende per arrivare al paradiso!


Cosa vedere?
Dai, ma ve lo devo pure dire?
Siori e Siore, sua maestà la Valle dei Templi!

Inutile un mio excursus storico. La Valle dei Templi è la Valle dei Templi.
I colori, le sfumature, l’aria che si respira… tutto a coronare l’atmosfera di una magia senza tempo.
Noi siamo andati al tramonto, senza guida turistica.
Non so se mi spiego, abbiamo guardato il sole addormentarsi dietro al tempio di Giunone. Parliamone.
Qui trovate tutte le dritte [orari, consigli e info biglietti].

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Belli i ruderi, bello tutto. Ma… se magna?

Che animali. Se magna, se magna!

Qui, mi sento di consigliarvi due posti.
Un po’ perché eravamo sfiniti e gonfi di cibo, un po’ perché non abbiamo trovato nulla che ci ispirasse all’infuori di Enotria A Putia.

Taglieri dal primo, ottimo pane cunzatu dall’altro.

 

Ci siamo, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio.
Spero di avervi dato un’idea o almeno uno spunto di idee per la vostra estate.
Lo sapete, non ho la presunzione di dire che la mia parola è verbo. Questa è stata la nostra esperienza, a questi luoghi abbiamo dato priorità.

RICAPITOLIAMO
Totale giorni: 10
Totale notti: 9
Siracusa: 3 notti
Pachino: 3 notti
Agrigento: 3 notti
Spesa totale in 2, solo per il soggiorno, € 450,00 c.a.
Prenotazioni su Airbnb.

Ah, quest’anno facciamo il tour occidentale… non vorrete mica perdervelo?

 

4 pensieri riguardo “Tour della Sicilia Orientale: cosa, dove, come

    1. Ho vagamente letto qualcosa aspettando la data di uscita della prima puntata, ma preferisco preservare la gioia del mistero fino al momento in cui li vedrò su quella barca. Come minimo, dopo ogni serata, vado a fare prepugilistica.

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