borsa per il parto: ecco cosa portare in ospedale – la lista completa

Mamme in ascolto, in attesa e in “procinto di”, a me!
Avevamo già parlato dell’importanza del corso di accompagnamento alla nascita e di come la figura dell’ostetrica sia fondamentale per affrontare in modo consapevole il momento del parto, sia esso naturale o cesareo.

Oggi lasciamo da parte le riflessioni e andiamo subito al dunque, con la lista delle cose che non possono mancare nella valigia per l’ospedale!

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Come sempre, di quello che troverete ne ho testato personalmente efficacia e utilità.
Col senno di poi mi rendo conto che, quando è toccato a me, avrei potuto evitare di portare una serie di cose, tanto più che, nella stanza occupata da tre letti, avevo a disposizione un armadietto stile liceo americano totalmente inutilizzabile (ah! la sanità pubblica!).

E quindi eccomi qui, a limitare i danni e ricordarvi che no, non avrete bisogno di due paia di scarpe per andare a conoscere vostro figlio.

la borsa dell’ospedale: guida alla comprensione della lista

Benché quando ci si riferisce alla borsa per il parto, si tenda a parlarne al singolare, il mio consiglio è di preparare 2 valigiette differenti, in modo tale che una sia destinata esclusivamente alla sala parto.

Questa distinzione vi permetterà di avere a portata di mano ciò di cui avete bisogno nel corso del travaglio o della fase esplusiva, senza dover rovistare in una sacca più grande generando nervosismi inutili in un momento in cui è importante produrre ossitocina.

Munitevi quindi di:

  • Un trolley piccolo (quelli da cappelliera, per intenderci), che useremo per i giorni di degenza e divideremo in due: un lato per la mamma e un lato per il bebè;
  • Un borsone di piccole dimensioni per la sala parto;
  • Penna;
  • Etichette adesive (a prova di accompagnatore ndr.);
  • N. 8 bustine trasparenti (vanno benissimo quelle di ikea): 4 per i cambi del neonato + 1 per la vostra biancheria intima sporca + 3 di cui vedremo l’utilità più avanti;
  • N. 2 piccoli beauty;
  • Una bottiglietta d’acqua da mezzo litro vuota.

Pronte? VIA.

la sala parto

Per mia esperienza, la sala parto ha bisogno di una borsa a sé per più motivi.
Prima di tutto, se è lì che vi hanno diretto, molto probabilmente il travaglio è in atto e l’ultima cosa di cui avrete voglia è ricordarvi cosa prendere dalla valigia. In più si presume che l’abbiate riempita almeno un mese prima del parto… vatte a ricordà, come si dice a Roma!

Oltretutto, non basterà una mano per portare con voi le cose di cui avrete bisogno (si presume che l’altra regga la panza tra una contrazione e l’altra).

Ma veniamo a noi.

Per partorire ti servirà:

  • Maglietta xxl comoda: preferitela a maniche corte e aperta sul davanti.

Che sia estate o inverno, travaglio e fase espulsiva avranno bisogno di tante energie (che avrai senza alcuna ombra di dubbio, lo vedo che ti sta venendo l’ansia!). Diventerai una leonessa… ma anche loro sudano!
L’apertura sul seno, invece, ti permetterà di fare lo skin to skin non appena il bambino sarà nato (dopo la nascita, in un parto spontaneo e fisiologico, il bimbo viene asciugato dall’ostetrica e posto sul petto della madre).
N.B.: ricorda sempre che tu sei l’unica con potere decisionale sul tuo travaglio. Se vorrai partorire nuda, avrai tutto il diritto di farlo.

  • Vestaglia: meglio se leggera e a maniche lunghe. Nelle strutture per le nascite, d’inverno si muore di caldo e d’estate di freddo. Vestirsi a cipolla, anche in questo caso, salverà il mondo.
  • Un paio di calzettoni.

Ti serviranno per camminare in sala parto. Scegli dei calzini leggeri e comodi (anche fantasmini) che potrai successivamente buttare senza remore. Non ti consiglio le pantofole – che dovrai utilizzare invece per la degenza – poiché, durante il travaglio, è normale perdere fluidi corporei.

  • Infradito x doccia
  • Cuffia per capelli
  • Accappatoio (sceglilo in nido d’ape o microfibra, così non ingombrerà in valigia)

Alcune strutture, soprattutto le cliniche e le case maternità, hanno le docce direttamente in sala parto (in ospedale le trovi soprattutto nei reparti privati, se scegli di partorire in intramoenia). L’acqua calda serve ad attenuare il dolore. Se scegli di utilizzarla, dirigi il getto direttamente sulla parte in cui senti la contrazione.

  • Fermaglio per capelli.

Opta per un elastico.
Come già detto, potresti sentire caldo; elastico o pinza saranno i tuoi migliori amici, soprattutto quando sarà il momento di spingere.

  • Burro cacao.

Non ne conosco il motivo scientifico, ma ad un certo punto bramerai qualcosa che ti ammorbidisca le labbra secche. Ostetrica Daria, durante il corso pre parto, me l’aveva detto. Grazie al cielo l’ho ascoltata!

  • Una bottiglia di acqua grande + snack dolci e salati.

Avrai sete. Avrai tanta sete. Ma più di tutto avrai bisogno di idratarti ed essere in forze. Acqua (o succhi di frutta) e snack come cracker e barrette energetiche ti aiuteranno in quest’intento.
Per averli a portata di mano, raggruppali in una delle bustine di plastica richiudibili di cui abbiamo parlato più su.

  • Documento d’identità, da consegnare in fase di triage
  • Tutte le analisi in ordine di data (gruppo sanguigno, ultime analisi, elettrocardiogramma, ecografie, ultimi tamponi vaginali/anali)
  • Borsa acqua calda.

Come spiegato per la doccia, il calore è il migliore amico di una donna in travaglio. Posiziona la borsa dell’acqua calda nel punto in cui senti il dolore, ti aiuterà a gestirlo.

  • 1° cambio del bebè.

In una delle bustine trasparenti, inserisci i vestitini con cui tuo figlio saluterà il mondo per la prima volta: 1 body a manica corta (meglio se con i bottoni lungo tutto il corpo, ma col tempo ti accorgerai di cosa è più comodo per voi, in casa), 1 tutina o 1 completo spezzato (pantalone + maglia), 1 paio di calzini, 1 cappellino.
Ricordati di attaccare un etichetta sulla bustina, con nome e cognome di mamma e/o bambino.

la degenza: una valigia per due

In caso di parto naturale, la permanenza nella struttura in cui hai scelto di partorire è solitamente di 3 giorni (2 notti). Per il cesareo, mamma e bambino vengono trattenuti una notte in più.

Come per tutto, non c’è una regola che vi obbliga a rimanere in ospedale (qualora abbiate partorito lì), tuttalpiù un protocollo interno. Se tu e tuo figlio state bene, puoi chiedere di essere dimessa prima e nessuno si potrà rifiutare di accogliere la tua richiesta.

Bando alle ciance.

la metà della mamma

Nella metà del trolley che ti spetta, ti consiglio di inserire:

  • N. 2 camicie da notte aperte davanti.

C’è chi preferisce il pigiama, nessun problema. La camicia da notte, in caso di punti, ti permette di muoverti e lavarti più facilmente. In ogni caso quello che dicono sul parto naturale è vero: dopo 2 ore sei in piedi come se nulla fosse successo. Se non puoi separarti dal tuo pigiama, quindi, nessun problema! un pantalone non sarà di certo un impedimento!
L’importante è che, quale che sia la tua scelta, questa preveda dei bottoni sul davanti per riuscire ad allattare facilmente, qualora scegliessi di farlo.

  • N. 3 mutande (+ quella con cui arrivi in ospedale)

Dopo il parto, il vostro utero avrà la necessità di ripulirsi; per qualche giorno (anche una decina) avrete delle abbondanti mestruazioni.
Io mi sono trovata molto bene con i Pants, veri e proprio pannoloni per l’incontinenza. Le reti le ho usate solo un giorno, ma le ho trovate fastidiose sulle cosce. Gli assorbenti saranno comodi nella fase successiva, e questi della saugella sono ottimo e non irritano.

  • Traversine (come quelle per il cane) – ti serviranno solo per l’auto

Se rompi le acque a casa, come ti auguro, la traversata in macchina da casa alla struttura potrebbe essere un po’ “umida”. Tieni sempre un pacco di traversine e un’asciugamano nel bagagliaio, così eviterai di sporcare la tappezzeria (fidati, non se ne va!).

Perché questo e non un altro? Il sapone GSE è un sapone molto delicato, neutro, privo di schifezze chimiche e ha un’azione disinfiammante delle zone trattate, fondamentale per il post parto.

La calendula è famosa per la sua azione lenitiva, e posso confermare che non si tratta di una semplice leggenda.
Seguendo Percorso Mamma ho imparato che la tintura madre ha una doppia funzione.
Servitene per disinfettare e cicatrizzare la zona del perineo dopo il parto: inserisci 20 gocce di tintura madre in una bottiglietta di plastica con beccuccio (come quella del gatorade) e usala quando fai il bidet. Direziona il getto nella parte interessata.
Se hai deciso di allattare, quando arriva la montata lattea potresti avere vampate di calore e sentire il seno come investito da centinaia di spilli (tranquilla, non fa male). Diluisci 40 gocce di prodotto in 500ml di acqua calda; bagna e strizza un panno e appoggialo sul seno. Avrai immediatamente un incredibile sollievo.

  • Coppette in argento

Anche l’argento ha un’azione cicatrizzante e nella prima fase dell’allattamento può essere il tuo miglior alleato. Parliamoci chiaramente, chi mai vi è stato attaccato ai capezzoli per 20 ore su 24, 7 giorni su 7, prima di avere uno scricciolo tra le braccia? Il seno dovrà pur abituarsi a questa nuova funzione.
Tu e il tuo bambino dovrete conoscervi e dovrete capire, entrambi, qual è l’attacco corretto perché si possa avviare l’allattamento senza problemi.
All’inizio, se non c’è nessuno che ti spiega come fare, potrebbe far male e i capezzoli potrebbero sanguinare un po’. Qui entrano in gioco le coppette d’argento.
C’è chi utilizza anche la crema lenitiva per i capezzoli.

Sarò sincera, aveva ragione la mia ostetrica quando mi diceva che nessun prodotto può battere il latte materno.
Il mio consiglio spassionato è: spremi il seno e fai uscire 1/2 gocce di latte (o colostro). Spalmale col dito sul capezzolo e poi via di tette al vento. Non le coprire, l’aria farà quel che c’è da fare.

Resta il fatto che la sensazione dell’argento fresco sul capezzolo bollente è pur sempre una manna dal cielo!

Qualunque sia la tua scelta, regalati una consulenza per l’allattamento, non potrai farti regalo più grande.

  • Cambio per uscire dall’ospedale

Quale che sia la stagione, a meno che non si tratti dell’estate, ti consiglio di uscire dall’ospedale con il leggins premaman (non avrai più il pancione, ma avrai comunque la pancia fin tanto che il tuo utero non sarà rientrato del tutto).

  • Bagnoschiuma, spazzolino + dentifricio, shampoo secco
  • Set asciugamani viso+bidet
  • Bottiglie d’acqua
  • Caricabatterie cellulare
  • Auricolari
  • Eventuale Libro

la metà del neonato

L’altra metà del trolley è destinata a tuo figlio, e dovrà contenere:

  • Crema protettiva per il cambio pannolino

C’è poco da fare, dovrai trovare quella migliore per il tuo bambino. Inizialmente ho utilizzato la crema alla calendula della weleda, in fase iniziale si è rivelata molto buona e ha fatto il suo dovere; quando il sederino ha iniziato ad arrossarsi un po’ la Pasta Hoffman è stata provvidenziale.

C’è chi ti dirà che bisogna disinfettarlo bagnando una garza con l’acqua ossigenata, in questo modo allungherai la cicatrizzazione del cordone. Io ho utilizzato la polvere come da suggerimento dell’ostetrica. Cinque giorni dopo il parto il cordone ombelicale è definitivamente caduto.

  • Asciugamano bidet (per asciugare il bimbo dopo il cambio pannolino)
  • Pannolini per neonato, taglia 1

Non tutte le strutture forniscono i pannolini per il nascituro. Accertati di avere con te una decina di pannolini (trasportali nelle bustine trasparenti richiudibili).
Se sei indecisa sulle marche, ti consiglio la linea Lillydoo (a meno che tu non voglia usare i pannolini lavabili).
Si tratta di pannolini per pelli sensibili che puoi acquistare o da OVS o direttamente sul sito della casa madre in forma di abbonamento.
Non hai nessun vincolo, puoi fare il reso delle confezioni ancora chiuse se il tuo bambino ha fatto un salto di taglia, costano meno di 0,20 centesimi a pannolino, ti arrivano ogni mese direttamente a casa senza dover pensare a nulla (scegli tu l’intervallo di tempo) e puoi chiudere l’abbonamento quando e come preferisci, in modo semplice.

Io mi sono trovata incredibilmente bene e non userei mai nessun altro pannolino.
Con il codice F7DC1BC5 hai 10€ di sconto sul primo ordine.

  • N.4 cambi per il bebè, da dividere nelle bustine richiudibili (aggiungi anche l’etichetta adesiva con nome mamma/bebè) così composti:
    – N.4 body maniche corte
    – N.4 completini, tutine intere o spezzato pantalone + maglia (io trovo più comodo lo spezzato)
    – N.2 cappellini (servono a mantenere caldo il neonato. Portane 2, uno si macchierà)
    – N.2 paia di calzini
    – N.1 copertina
    – N.2 mussoline in cotone o bambù (da tenere sulla spalla per proteggerti da eventuali rigurgiti)

CONSIGLio EXTRA

Se hai un cane, potresti esserti chiesta come presentargli il nuovo arrivato evitando gelosie.
Personalmente ho adottato un metodo di cui non ricordo più la fonte, ma posso assicurarvi che ha funzionato.

Consegna al tu* compagn*, ogni giorno, il completino del bambino usato il giorno prima. Sarà compito suo, una volta tornat* a casa, posizionare il completino con l’odore del piccolo su una sedia o sul divano (un posto comunque accessibile al cane).
L’animale dovrà avvicinarsi di sua spontanea volontà e annusare i vestitini (e giocarci, eventualmente). Ripetilo ogni giorno.

Quando torni a casa evita di allontanare l’ovetto con il bimbo dal cane, anzi, permettigli di annusarlo. Il tuo amico a quattro zampe collegherà subito l’odore a quello conosciuto nei giorni precedenti.

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