Ridere fa bene al cuore.

Caro Babbo Natale, ti scrivo con estrema sincerità riguardo il mio 2014.

Posto il fatto che sono ancora un po’ scettica quando prendo in considerazione l’ipotesi che potresti non esistere, ho deciso di scriverti ugualmente…chè un Natale senza una letterina che Natale è?

Credo che il fatto che io stia per compiere 27 anni non dovrebbe essere un problema, dal momento che non si è mai troppo grandi per ricevere il bacio della buonanotte. Non trovi?

E insomma io quest’anno sono stata brava. Ma brava brava eh. Di quella bravura che a guardare indietro nemmeno ci credo.
Eppure porto addosso le prove della mia bravura, le ho tatuate sulla pelle ma soprattutto nell’anima.

Ho preso botte che solo Dio lo sa, ma in compenso ho sputato tutti i rospi e ho fatto spazio nell’armadio degli scheletri.
Certo, posso fare di meglio.
Per esempio potrei aspettarmi di meno dagli altri, oppure potrei aspettarmi sempre il meglio dando adito alla mia nuova vena positiva. Lascio a te questa decisione.

Per quanto riguarda le mie richieste, io m’accontento.
Per quest’anno, e per quelli a venire, non voglio oggetti, non voglio parole, VOGLIO GESTI.
Ma gesti veri.

Li vorrei per me e per le amiche de “le avventure di Ludo”, che facciamo tanto le dure ma abbiamo un cuore d’oro.
Vorrei che la frase “le persone entrano nella nostra vita per un motivo”, si concretizzasse e trovasse il suo significato nelle azioni quotidiane di ognuna di queste persone.

Vorrei il tempo.
Vorrei il tempo necessario ad amarci. A farci conoscere.
Perché a guardare da fuori siamo bravi tutti.

Vorrei che ci dicessero “ci penso io a prendermi cura di te” e poi mantenessero davvero la promessa.

Vorrei un divano e una coperta, preferibilmente matrimoniale.

Vorrei che il destino, per una volta, potesse evitare di farsi definire “beffardo”, ma piuttosto “benevolo”. Oltre a suonare meglio, ti apre il cuore.

Vorrei che i cuori malinconici lasciassero spazio alle meraviglie della vita.

Vorrei che i cuori scettici si aprissero alle sorprese dietro l’angolo.

Ecco, noi lo vorremmo proprio trovare quel famoso angolo. Perché in una città come Roma lo sai quanti ce ne stanno?

Ma più di tutto, quello che auguro a me, alle amiche senza le quali le mie giornate sarebbero vuote, è che quello che io ti ho umilmente e prepotentemente scritto si possa realizzare davvero.
Perché, al di là delle cazzate, tutte noi abbiamo bisogno di speranza e di sorrisi.

Ridere fa bene al cuore.
Babbino, se mi leggi, è questo che voglio: RIDERE.

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