Profumo di Basilico

Dopo mesi di silenzio, oggi ho voglia di parlarvi di qualcosa di decisamente più importante di una semplice sindrome premestruale.

Succede che un giorno ti svegli, o sei in ufficio, o sei in metro, o in macchina o a casa di amici e ti senti strana. Non riesci a spiegarti cos’hai, ti guardi intorno e tutto sembra o troppo fermo o troppo frenetico e ti chiedi:”cosa sta succedendo?”.

Ti manca l’aria, il petto pesante, i muscoli del collo che tirano come se quel giorno avessero deciso di sfibrarsi.

Allora non sai cosa fare, e lo racconti a qualcuno. E ti dicono “sei solo stressata”, “sarà un’influenza”, “magari hai solo bisogno di dormire”. Ma no. Tu sai. Non sai cosa, ma sai che c’è qualcosa che non va, te lo dice il tuo corpo.

E’ come se ci fosse un terremoto del 9° grado e nessuno se ne accorgesse all’infuori di te. Vorresti urlargli:“Svegliatevi! Sta crollando tutto, perchè nessuno se ne accorge? Perchè non riuscite a percepire la situazione di panico?”.

Panico. Eccola la parola chiave.

Allora succede che chiedi un parere medico, e il dottore, sorridendo, ti dice:” Non stai male, non stai impazzendo. Si chiama semplicemente ATTACCO DI PANICO”. Ed è lì che ti si apre un mondo. Un mondo per cui non hai comprato volontariamente il biglietto aereo, un mondo per cui non avevi preparato il passaporto…eppure ti ci sei catapultata.

Non lo accetti. Non lo capisci. Ti spaventa. Più ci pensi e più ti viene.

Senti parlare di depressione, di ansia. Eppure nessuno ti dice che ne hanno sofferto TUTTI, che è NORMALISSIMO, che è il primo “malessere” più diffuso in occidente.

E così, puntuali, arrivano anche le conseguenze del tuo malessere: la paura.

La paura di stare in mezzo alla gente.

La paura di stare da sola a casa.

La paura che un attacco ti colga all’improvviso.

La paura di prendere una metropolitana.

La paura di prendere un treno o un aereo.

La paura di non guarire.

E lo stesso medico ti accompagna in quello che sembra un cammino infinito e ti insegna come reagire.

Allora ti siedi in un bar e inizi, piano piano, a riprendere in mano la tua vita. Però il malessere è sempre lì: ti guardi intorno, guardi l’altra gente e pensi:” perchè a me?”, “qualcuno di loro starà così?”, “perchè loro sorridono e io non ci riesco?”, “guarirò?”, “tornerò quella di prima?”.

Poi torni a casa, senti un dolore al braccio e pensi ad un infarto. Senti un dolore allo stomaco e ti terrorizzi. Hai mal di testa e pensi che ti possa scoppiare da un momento all’altro.

Come sei diventata così ipocondriaca? Cosa ti sei persa per strada?

E la risposta è una sola: E’ NORMALE.

Amica mia, te ne parlo oggi perchè in troppi tacciono. Perchè in troppi hanno paura. Perchè in troppi non lo capiscono.

E invece, per te, ho voglia di regalarti queste parole e, soprattutto, queste risposte:

Sei un essere umano e, come ogni essere umano, hai delle fragilità. E’ dura, è inutile negarlo, anche perchè tu lo sai bene. Quello che ancora non sai, o quello in cui ancora non credi, è che si guarisce. E’ che un giorno, piano piano, con i tuoi tempi, riuscirai a fare il giro del palazzo da sola, riuscirai ad andare al bar da sola. E poi al supermercato, e poi riprendi la macchina, e poi ricominci a leggere e ad ascoltare musica, e poi alzerai gli occhi al cielo e lo vedrai azzurro…e sentirai i profumi del mondo.

Piangerai. Piangerai tanto, magari lo stai già facendo.

Avrai alti e bassi, ci saranno momenti in cui non ti ricorderai cosa ti piace fare.

Ma la cosa assolutamente meravigliosa è che non tornerai più come prima: TORNERAI PIU’ FORTE, PIU’ BELLA, PIU’ COSCIENTE.

Diventerai egoista, ma nel modo giusto.

Sorriderai, sorriderai tanto, guardando un bambino, scherzando con il barista che ti regalerà un risata gratis.

La vita ti sta dando l’opportunità di cambiare, ti prenderla in pugno e scegliere, di ricostruire te stessa, di essere tutto ciò che vuoi essere. Coglila! Questo è il consiglio più grande che posso darti.

E per arrivare ad avere tutte queste consapevolezze dovrai fare la cosa più semplice del mondo: PARLARE.

Che sia un persona di fiducia, un’amica, una mamma, uno psicologo…ma parla! Perchè solo così potrai iniziare a ricostruire il puzzle della tua vita.

Io oggi, per esempio, ho comprato il basilico. E’ verde ed ha un profumo buonissimo.

6 pensieri riguardo “Profumo di Basilico

  1. Ciao Ludo, non ricordavo avessi un blog. Anche io sono passata in questo brutto incubo fatto di attacchi di panico, paura della mia ombra e angoscia apparentemente infondata.
    Oggi, a distanza di anni, non ho più attacchi di panico ma soffro di episodi di ansia forte che io chiamo “carogna”. La carogna ogni tanto si ripresenta ma sempre meno.
    So che c’è e forse non mi abbandonerà mai, ho imparato a gestirla, ma capita ancora che lei gestisca me (sopratutto nei periodi di stress), tipo quando mesi fa sono andata dal cardiologo convinta di avere un problema al cuore ovviamente inesistente. ahah Quello che è certo è che tutto, con il tempo si supera e la vita diventa più bella. 🙂

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  2. Brava. Mi è piaciuto moltissimo il tuo articolo. Anch’io soffro di attacchi di panico, e anch’io ho deciso di fare della mia esperienza un blog. Mi fa piacere leggere che ci sono altri che provano a riconsiderare il tutto da un altro punto di vista, che non sia fatto solo di paura, psicofarmaci, domande retoriche e stressanti. Bravissima. Grazie.

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    1. Grazie a te anzitutto per avermi letto e soprattutto perché sei riuscita a farmi sentire “meno sola” in questo viaggio faticoso ma assolutamente gestibile!
      Quando si tratta di questo argomento, ogni testimonianza per chi non capisce cosa gli sta accadendo è fondamentale! Un abbraccio

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  3. Ho letto il tuo articolo, e mi è piaciuto tanto.
    Ho fatto anch’io esperienza di questo disagio. Io lo chiamo il mio att(r)acco da panico alla vita.
    Su mio blog ho dedicato una sezione al tema. Per me è stata un esperienza all’inizio tragica e dramamtica, ma con il tempo e tanto impegno oggi vedo a quel tempo ed a tutte le volte che avvisaglie di attacchi insidiano l’orizzonte come a campanelli preziosi per timettere in rotta la mia zattera.
    Un saluto

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    1. Ti ringrazio e sono assolutamente d’accordo con te! Io la considero la mia rinascita. Il mio corpo mi avvisa e mi da l’opportunità di rimettermi in carreggiata!
      Questa esperienza mi ha fatto diventare esattamente la persona che volevo essere.
      Andrò certamente a leggere la tua testimonianza.

      Grazie ancora e un abbraccio.
      Ludovica

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